Parentheses (2003)

For complete reviews click on link

Truemetal - TOP DEMO - Vote 90- link
Premetto subito che l’etichetta gothic va strettissima ai Winter of Life, giovanissima band partenopea che con questo primo demo presenta un sound unico e originale, estraneo a qualsiasi tipo di catalogazione. Ebbene si, ho detto originale, aggettivo alquanto insolito per una band che debutta con un demo e ancora più fuori del comune in un periodo in cui di originalità nella musica estrema sembra ormai che ne esista ben poca. Ascoltando Parentheses si potranno certamente cogliere delle influenze (e chi non le ha?) che miscelano le sonorità di gruppi come Sentenced, Anathema e Opeth con il death melodico, il progressive e il fusion.L’apertura mentale, l’eclettismo e la poliedricità dei Winter of Life fanno di tutto questo un qualcosa di unico, trasportando l’ascoltatore in un viaggio interiore fatto di emozioni, sogni e atmosfere attraverso i sette episodi che compongono Parentheses, in un fluire continuo, senza che alcuna pausa permetta di interrompere il feeling malinconico che sgorga dalla musica. I brani hanno tutti strutture elaborate, lunghe e complesse, senza però cedere a noiosi virtuosismi barocchi di sorta: ben azzeccati gli assoli e i riff delle chitarre, in alcuni momenti proposte in acustica, tastiere che si integrano alla perfezione, una sezione ritmica precisa e pulita, per non parlare della buona riuscita del doppio cantato pulito e growl. Tutto questo avviene grazie anche all’ottima la preparazione tecnica dei cinque musicisti, che riescono ad amalgamare perfettamente le linee dei loro strumenti, in particolar modo menzione speciale ai due chitarristi Alessandro Martinelli, uscito dalla band da tempo, e Peppe Sgrò, rispettivamente anche voce pulita e voce growl. Tutti le canzoni mantengono alta l’attenzione all’ascolto, si va dall’intensa This Cold Embrace alla coinvolgente Winter of Life, passando alla stupenda Last Night. Aggiungo poi che il demo è confezionato in modo molto professionale, con tanto di booklet e i testi, molto curati, di tutte le canzoni. Non dico altro e vi lascio all’ascolto di Parentheses dei Winter of Life. Top demo!

Dheadbangerszine - TOP DEMO - Vote 9- link
Primo demo per i partenopei Winter of Life, giovane gruppo dedito ad un gothic metal avantgarde particolare ed unico. “Paarentheses" è un concept basato ‘sull’amore e sulla vita come un fiume di parentesi che si aprono e si chiudono e si incrociano, viste da un uomo che lungo le sei tracce descrive il suo viaggio tra flashbacks di ricordi e miraggi futuri…’, un tema particolare, in certi versi insolito ed originale che dimostra una certa ambizione sfacciata del combo, ambizione perfettamente mantenuta per tutto il corso del disco…I Winter of life regalano ai nostri palati una perla rarissima, fatta di passione e musica, concepita da una band ultravalida sia sul fattore tecnico che su quello musico-espressivo, riuscendo a partorire un album ed un sound che va al di fuori di tutte le classificazioni, che merita la coccarda rara di un avanguardismo che solo poche band hanno saputo creare nel corso delle loro composizioni, e di un purismo bigotto che non valuta con attenzione alcune realtà prolifiche come questa. Sentirete parlare molto di loro in futuro…


Power Metal - Vote 8,5 - link
La solitudine di una stanza spoglia, quel senso di oppressione e di malinconia che ti attanaglia, quel lamento che senti dal profondo dell’animo quando ti ripeti che “non è possibile” mentre sfogli l’album della recente e contemporanea vita. Ed hai brividi… sei lì fra il pianto disperato e rabbioso… e scavi… scavi dentro di te… cercando senza sapere neanche cosa. Ecco come riassumerei a livello puramente emotivo questo demo della giovane band partenopea, autrice di un lavoro decisamente sopra le righe, devo dirlo subito. Quel che mi sono trovato tra le mani è un demo che non fa la figura di demo… anzi… è qualitativamente superiore a molte delle cose che ho ascoltato ultimamente… ma andiamo con ordine. L’offerta musicale dei Winter of Life è decisamente difficile da etichettare, visto che la loro musica è una commistione di atmosfere gotiche dalle tinte depresse (ricordanti vagamente quelle dei Sentenced o Anathema) e dalle venature laceranti con un approccio decisamente sperimentale ed elegante (che va a sfiorare il prog dei Pain of Salvation o il death “artistico” dei Novembre). In ogni caso, non fatevi ingannare dalle suddette vaghe somiglianze, visto che i giovani napoletani dimostrano di aver acquisito uno stile abbastanza unico ed originale nonché una personalità decisamente non comune. Le frecce all’arco dei cinque sono tante, a partire dall’ottima alternanza fra clean vocals (bellissima la voce di Alessandro Martinelli, purtroppo non più membro della band) e growl, mai scontata o fuori luogo, per proseguire in un intreccio melodico di elegante fattura, con tastiere mai intrusive e sempre ineccepibili, riff di chitarra mai ripetitivi o ridondanti (eppure, vista la lunghezza dei singoli pezzi… il pericolo c’era), inserti acustici sempre molto atmosferici ed anche un’ottima capacità di cambiare in corsa il tono e il carattere di un pezzo (e questo grazie ad un ottimo tessuto ritmico, purtroppo penalizzato da una registrazione leggermente “ovattata”). Andando al di là della proposta prettamente sonora, sono inoltre da elogiare gli splendidi testi di Peppe Sgrò, mai scontati e sempre toccanti. Detto questo, non posso esimermi dall’affrontare, per l’ennesima volta, con estremo piacere, il viaggio intimo ed intenso, traccia per traccia.
Si parte con “…parenthesis…”, una malinconica introduzione completamente eseguita al piano che ci inserisce nel contesto malinconico evocando ricordi intrisi di lacrime e apre la strada a quello sfogo che risulta essere “This Cold Embrace”, brano capace di conquistare l’ascoltatore immediatamente grazie alla sua carica ed il suo ritornello “killer”. La seguente “witHer” (meraviglioso il gioco di parole presente nel titolo e poi nel brano) la ritengo un piccolo capolavoro, capace di esprimere le eccellenti capacità dei WoL, con uno spiazzante inizio jazzato, delle linee vocali semplicemente geniali e dei cambiamenti di ritmo decisamente azzeccati. Indescrivibile per sensazioni, semplicemente da vivere e ascoltare. Dopo questo momento di “astonishment” la successiva “Last Night (Like the Next One)” si configura come l’episodio più melodico del platter del lavoro ed è di un malinconico disarmante, con chitarre che sembrano piangere a tratti. Notevole.
Con "be{for[ev(H)er]}” (altro titolo che mostra la follia e ricercatezza compositiva di Sgrò) si ritorna su ritmi più elevati, anche se, come al solito, variegati da cambi d’umore interni che rendono questo pezzo tagliente e sofferto (degna di nota la sovrapposizione fra clean e growl nel momento del “While I wonder…”). Il sesto pezzo è forse quello più complicato da “digerire”, ovvero “Winter of Life”, 8 minuti in cui l’omonimo gruppo ci conduce nel proprio mondo mostrandone tutti gli anfratti. Sarebbe potuto essere il pezzo “summa” del lavoro, ma purtroppo è la traccia che risente in maniera più marcata dei problemi produzione (a volte il suono della batteria è quasi “fuori luogo” e la distorsione delle chitarre non convince)… davvero un peccato visto che anche così risulta comunque gradevole e non pesante nonostante la notevole durata. Il lavoro si conclude (prima di una curiosa ghost track) in bellezza con “For the person I’ll become”, brano dall’anima bipartita che alterna momenti melodici e riflessivi a momenti più violenti e intensi, e che si conclude in maniera inquietante nel sussurro di un “Can I decide, in this deicide?” Dopo circa 40 minuti di pura introspezione ed emozione, questo primo lavoro dei Winter of Life si conclude così, obbligando l’ascoltatore ad un attimo di silenzio, per ascoltarsi, per riflettere ed ordinare la sequenza di parentesi della propria vita. Decisamente un lavoro sopra le righe che ha come unico vero “contro” il fatto di non essere un full lenght con qualche traccia in più e con una registrazione migliore. Di sicuro comunque, l’inizio e l’augurio di una meravigliosa carriera… i presupposti ci sono. Complimenti davvero. Ah, due note finali. La prima riguarda la professionalità del demo, che include un booklet ben fatto con testi e informazioni, la seconda, invece, è che gli mp3 di questo lavoro sono scaricabili dal sito ufficiale, tra l’altro ben fatto, della band.

The Murder Inn - Vote 8,5 - link
..."Parentheses" è il nome della demo pubblicata nel 2004 dalla band napoletana "Winter of Life", che esibisce un innovativo Gothic Metal, ricco di influenze Progressive e Death, non il comune Gothic realizzato con l'ampio impiego di pianoforte, di cori e di voci femminili, un Gothic tutto nuovo che spazia fino a tendenze Alternative Rock...delinea già perfettamente il genere proprio del quintetto partenopeo; una splendida unione tra le sonorità depresse degli ultimi Anathema, fino ai passaggi decadenti dei Novembre, per culminare in parti tra lo psichedelico e il fusion, giungendo ai Porcupine Tree o addirittura ai Pain of Salvation.La sperimentazione è elevata, non solo in ambito musicale e lirico, ma anche nelle linee vocali, costituite dall'accostamento di un growl non grezzo e abbastanza evoluto, ad un mesto clean che si staglia con facilità sui validi riffs disegnati da chitarre, tastiera, basso e batteria...Gli interventi in assolo delle chitarre non sono mai casuali, ma si incastrano con il contesto, dando vita a quegli spunti Progressive che conferiscono un apporto di creatività all'intera demo...ciò che però mi ha stupito maggiormente della band partenopea sono gli ottimi e profondi testi di solitudine, depressione e amore e la voce in clean, splendida per la sua espressività e le emozioni che riesce a trasmettere anche al primo ascolto...dagli strumenti del five-piece italiano sgorga vero sentimento unito a note: sprazzi di tastiere che conferiscono atmosfere uniche, come altrettanto coinvolgenti sono le chitarre distorte che, compatte, creano un muro di sottofondo al growl...Un accenno particolare va fatto per la batteria, che varia i suoi riffs dall'Alternative dei Tool, fino alla doppia cassa degli Opeth, dai registri compositivi del Prog italiano degli anni '70 giungendo al moderno Gothic, in un misto perfetto tra passato e presente, che perdura per tutta la lunghezza della sorprendente demo...i temi alla "Dark Tranquillity" rendono il pubblico consapevole di trovarsi davanti a una formazione che potrebbe veramente diventare un nome importante nel panorama non solo italiano ma anche internazionale: troppo poco conosciuti e troppo validi nella tecnica e nelle capacità individuali, che emergono in questo "Parentheses"...


Music Extreme - link
Beautiful keyboards / piano open up this album from Italy´s Winter of Life. "This Cold Embrace" kicks off with a beautiful melody created by the guitars. Here we hav really melodic vocals that makes haunting melodies all over the recording, showing that the band can be powerful yet creating amazing melodies. But here we have extreme vocals too that harmonize the cleaner one giving a more extreme feeling to the music. The good thing about Winter of Life is that they have succeeded in combining pure metal with extreme styles like death metal and also keeping a progressive feeling. It is no wrong to call this band progressive heavy death metal because it has elements from all this styles. There is really good musicianship here and multiple solos done by the guitars and keyboards. And this goiod musicianships is evident also in the multiple changes and arrangements done on each track. One of the releases of the month.

Metal DEMOns - link
Un lavoro decisamente notevole questo dei partenopei Winter of Life, alle prese con un gothic metal dai mille volti che guarda molto all'eleganza ma dall'approccio oscuro, decadente, opprimente e malinconico intriso di un lirismo morbosamente negativo che vede Anathema e Katatonia tra i propri referenti stilistici. Il genio compositivo certo non manca come nell'attacco funkeggiato di "Wither" e gli improvvisi raptus dell'apparentemente innocua "For the Person I'll Become" ma è un po' in tutto il lungo percorso di questo "Parentheses" che i Winter of Life esibiscono classe cristallina ed enciclopediche capacità strumentali attraverso gli infiniti duetti vocali e chitarristici di Alessandro e Peppe e i raffinati arrangiamenti di Dimitri, che con la sua tastiera riesce a non soffocare, come spesso accade, il suono delle sei corde. Un peccato capitale non omaggiare la tristemente romantica "Last Night" e la lunga "Winter of Life", ritratto in agrodolce di una vita in perenne conflitto tra sogni infranti e dolorose realtà. Un combo ben al di sopra della media meritevole più che mai della vostra attenzione.

Entrateparallele - Vote 8 - link
Ottimo questo demo dei partenopeo Winter of Life, che nonostante i vari problemi di line up citati nello loro biografia riescono a giungere al platter a noi proposto. Ottimo per le atmosfere, ottimo per la registrazione davvero azzeccata, ottimo per la performance dei singoli membri della band. La musica si può condurre ad un filone a cui appartengono i Novembre, ma i riferimenti o l'utilizzo di archetipi sui Winter of Life risulta alquanto superfluo e riduttivo. Davvero azzeccata, almeno in questo contesto, la sdoppiarsi della voce pulita, mai banale o priva di emozione, ad un growl secco e aggressivo. Tantissimi inserti melodici di chitarra che crea quei tappeti ambient tipici del gothic dei migliori tempi, cui sempre i Novembre hanno fatto (e fanno) da maestri. Dieci e lode alla prova vocale di Peppe Sgrò che davvero offre una prestazione densa di sensazioni e che si amalgama a perfezione nel mood del disco, sentire "WitHer" per averne conferma, brano secondo me riuscito meglio nel lotto nonostante la sua considerevole lunghezza. Geky Capaccio alla batteria snocciola continuamente cambi di tempo che fanno pensare anche delle influenze prog che di sicuro non guastano ma anzi aumentano la longevità d’ascolto del platter da ascoltare.
I Jumping Spider Studio di Napoli si dimostrano così dei buoni studi che permettono registrazioni d’avanguardia, come ci mostrano i Winter of Life. Degne di nota le liriche ad opera dell’onnipresente Peppe Sgrò. Mai banali, sempre piene di una carica malinconica e un aura di tristezza, che, ripeto, non scadono mai nella banalità in cui troppo spesso troppe band navigano! In definitiva un disco davvero consigliato a tutti, sia a chi ha nel sangue sonorità metà elettriche e metà acustiche, sia a chi vive di solo Metal (purchè non true se no oltre i Manowar non si va!). Aspettiamo di vederli in sede live!


Raw & Wild - link
Atmosfere cupe ed inquietanti, in questo demo dei Winter of Life, veramente interessante nelle trovate e nelle scelte stilistiche e ben curato negli arrangiamenti. Forse la registrazione risulta un po’ troppo debole, specialmente quando si tratta di dare alle chitarre la giusta pesantezza, che crea quel gradevole contrasto col comparto tastieristico.
In generale ci troviamo davanti ad un prodotto veramente piacevole da ascoltare: sonorità ipnotiche e lente si incontrano con lo stoner più pesante all’insegna di chitarre monolitiche e tempi lineari e granitici. Ben accostato anche il cantato pulito/growl.
La band, nonostante il genere sia molto lineare e poco dreamtheateriano, danno dimostrazione di una buona conoscenza tecnica dei propri strumenti. Ai soli iperveloci prediligono un assolo dalla struttura diretta, cantabile e di gran gusto senza eccessive pacchianate.
Veramente bello. Per amanti dei Pink Floyd e di qualche cosa di più moderno.

Metal Wave - Vote 77 - link
...ai Winter Of Life va reso sicuramente il merito di aver saputo estrarre dal cilindro un lavoro con i fiocchi, frutto di una perizia tecnica e di un lavoro in fase di song-writing che nulla ha da invidiare a band più affermate. Un premio alla fantasia e all’abilità dimostrata da questi cinque scugnizzi, di cui risentiremo parlare molto presto...


The Rock Explosion - Vote 7,5 - link
...un lavoro davvero riuscito quindi, curato e professionale, per una band che dimostra di avere le idee chiare oltre a una tecnica eccellente...


Babylon Magazine - Vote 7,5 - link
Bello. Sicuramente questo esordio dei partenopei Winter Of Life non è un demo qualunque! Che cosa suonano? Mmmm, è abbastanza difficile darvi dei riferimenti evidenti (questo è sicuramente anche segno di un'ottima personalità), direi un mix particolarmente ben studiato tra Sentenced, Opeth (in certe parti più riflessive) e Novembre... Si sirei che ci siamo. "Parentheses" è composto da ben sette tracce, direi tranquillamente quasi un album, un po' carenti dal punto di vista della produzione ma sapientemente composte e arrangiate in modo da non stancare nonostante il lungo minutaggio dei brani. A tratti emerge qualche incertezza, soprattutto nell'uso delle clean vocals, ma direi che essendo al primo demo, significa solo andare a cercare il pelo nell'uovo, perchè qui c'è tecnica, perizia e tanto tanto buon gusto. In attesa di confermare l'ottima impressione che mi sono fatto di questa band vi consiglio di dare un apossibilità a questo "Parentheses", difficilmente ne rimarrete delusi! Alla prossima...

Tempi Duri - link
...I Winter of Life dimostrano con questo eccellente demo autoprodotto che si può ancora fare Gothic Metal con uno stile assolutamente personale... Il coinvolgimento emotivo dell'ascoltatore non viene mai meno, è mantenuto a livelli elevati da ritmi intensi e sonorità vibranti... Siamo curiosi di verificare l'effetto che questo cambio di line up avrà su una band musicalmente già pronta a spiccare il volo...


Metallized - Vote 75 - link
...Trovo molta passione nel lavoro dei napoletani Winter of Life, e come al solito è un aspetto che voglio premiare...ugole e strumenti propongono esecuzioni ineccepibili, e dimostrano come la band sia completamente a suo agio nel genere proposto..
mi auguro che il prossimo album sia autentica dinamite per tutti i fan del gothic-death: mi raccomando ragazzi, voglio ancora tanta grinta e originalità!


Metal Holocaust - Vote 7 - link
...Qualità assolutamente apprezzabili sono il grande feeling con la melodia, il gusto per le variazioni atmosferiche e, aspetto non meno importante, la bravura di tutti i membri nell’esecuzione di parti non sempre facili...

HMP - Vote 70 - link
...Il songwriting è buono, le molteplici influenze sono giostrate in modo coerente, con le cavalcate metalliche che giocano con ottimo gusto compositivo con i momenti maggiormente rilassati, che in un certo qual modo fanno emergere anche uno spirito di fondo che abbraccia i modi del rock più dilatato...


Metal Zone - Vote 7 - link
Interessante progetto questo dei Winter of Life dove su una base prettamente progressive viene contrapposto ad un cantato pulito un cantato growl, offrendoci un gradevole risultato finale ed abbastanza originale. I Winter of Life nascono dall'incontro dei due chitarristi e dopo diversi cambi di formazione, problema principale della band, cambi che sono continuati anche dopo l'uscita di questo lavoro, con l'abbandono di Alessandro Martinelli per gli Endorphine, riescono a dare alle stampe il loro primo lavoro "Parentheses", registrato nel 2003 ma uscito solo nel 2004 per alcuni problemi.Come dicevo "Parentheses" è un lavoro interessante e abbastanza originale, buona l'idea di usare una base musicale progressive su cui far confluire altre sonorità e un uso delle due voci (clean/growl) carattersitico di un genere symphonic/gothic.Buona anche la registrazione del Cd che rende sufficientemente giustizia a tutti gli strumenti.I Winter of Life dovrebbero solo trovare una tranquillità interna al gruppo che non li porti, in media, ogni sei mesi a cambiare qualche componente, solo così potranno fare un notevole salto di qualità e di affiatamento generale del gruppo portandoli sicuramente su più alti livelli.Comunque un buon lavoro, consigliato.

Haternal - Vote 7 - link
...per rimarcare questi loro influssi, il disco è strutturato in modo che ogni canzone scivoli l’una nell’altra, senza cesure, formando quasi un unico brano della durata del disco stesso. Citarle singolarmente, in questo caso, non ha nessuna utilità. Una concezione musicale molto raffinata, quindi, che si estrinseca anche negli intrecci tra le due chitarre e le onnipresenti tastiere, tecnicamente ineccepibili e che ricordano quanto fatto da gruppi come Dream Theater e Fates Warning. Un amalgama sonoro suadente e fantasioso, che dimostra la voglia del quintetto di provare nuove strade all’interno di quella terra di nessuno che spesso viene indicata come gothic – death, con espressione piuttosto semplicistica...


EUTK - Vote 7 - link
...Non è certo esaustiva, ma credo che la definizione che calzi loro meglio, sia quella di Gothic Metal. Possibili gli accostamenti agli ultimi Anathema, ma anche agli Evergrey ed agli Opeth. Le due chitarre si intrecciano sia in passaggi quasi progressive sia in furiose schittarate, e addirittura in spunti fusion...


Metal.de - Vote 7 - link

The Sniperzine - link
...I 5 cavalieri delle tenebre si muovono nell'ambito del gothic-metal, non quello del cerone e dei Gesù-Cristi capovolti sventrati e incendiati, ma quello delle atmosfere depresse e malsane alla Anathema, giusto per intenderci, e rendere giustizia al loro lavoro. I brani sono tutti molto articolati, numerose le aperture ad altri generi, dal prog fino, in alcuni casi, alla fusion e al guitar-oriented....


Gothic Ecstasy - link
..In conclusione, Parenthesis è un lavoro ben riuscito, che spero porterà la dovuto ritorno di consensi ai Winter of Life, soprattutto se consideriamo che i nostri sono alla loro prima prova in studio, e non danno mai nemmeno per un attimo quel senso di deja vu cosi comune a tutte le bands alla loro prima realese; il mio consiglio è di contattare il combo napoletano e di fare vostro Parenthesis, vi porterete a casa con pochi spiccioli un ottimo gruppo che darà sfogo
alle vostre emozioni melanconiche...


Metal Empire - link
...In definitiva, un demo non male, nulla di trascendentale, da parte di un gruppo che dimostra buone qualità, da coltivare e far maturare. Per ora il giudizio è sufficiente, ma con una prospettiva di crescita piuttosto importante...